Smilitarizzazione del controllo del traffico aereo civile.

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i rappresentanti dei controllori ricevuti dal Presidente Pertini

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Questa che segue è una precisa e circostanziata analisi di nomi ed eventi così come l'ha narrata Luigi Iodice lui stesso presente all'incontro con il Presidente Sandro Pertini il 19 ottobre 1979.

19 Ottobre 1979. Gli Uomini Radar visti da La Repubbica in quel giorno.
Uomini Radar. Quel giorno da Pertini c'ero. Testimonianza di una giornata drammatica ma con proposte risolutive

di Luigi Iodice

19 Ottobre 1979. Cielo rosso. Gli Uomini Radar si dimettono. Quello che successe da Pertini

Premessa
Queste che seguono sono ricostruzioni sulla base di fatti documentati, di ricordi verificati con altri protagonisti dell'epoca e di testimonianze da essi concessemi. Scrivo da protagonista di un processo vissuto da tutti con passione e culminato con la partecipazione all'incontro con il Presidente della Repubblica Pertini nel fatidico "venerdì" del 19 ottobre 1979. Fui testimone diretto quel giorno al Quirinale.
Quelle vicende dei controllori del traffico aereo sono state "raccontate" anche in alcuni libri quali "Stellette e radar" di Ferruccio Gemmellaro (edito da Matteo Editore Dosson di Casier, 1983), "Obiettivo mancato" di Mario De Paolis (Edizione VEANT, 2001), "Le strade invisibili" di Antonio Triola (IBN Editore, 2007). Ad essi si aggiungono due articoli pubblicati dalla Rivista Assistenza al Volo dell'ANACNA, uno a mia firma ("Una smilitarizzazione conquistata", Rivista Assistenza al Volo dell'ANACNA n.17 anno 1980) ed un altro a firma di Piero Gigli e Mattia Palermo (19 Ottobre 1979, Rivista di Assistenza al Volo dell'ANACNA n. 4 anno 2009). Sebbene i contenuti di ogni pubblicazione possano essere considerati complementari tra loro ai fini di meglio comprendere il fenomeno, si può rilevare in tutti una comune mancanza di informazioni precise dell'incontro tra il Presidente della Repubblica ed i controllori nel pomeriggio di venerdì 19 Ottobre. Ne parlerò pertanto avendo verificato questi fatti con gli altri colleghi presenti in quel momento ed avendoli informati delle mie intenzioni circa questo scritto. Prima di parlare dell'incontro con Pertini è d'uopo inquadrare la vicenda nel contesto del momento.


I controllori del Traffico Aereo in ANACNA e nel movimento delle dimissioni.

L'ANACNA (Associazione Nazionale Controllori ed Assistenti della Navigazione Aerea)

I controllori aderirono come militari a partire dal 1974, con qualche difficoltà, all'ANACNA, una Associazione nata nel 1959 e formata da una decina di controllori. Alcuni di questi ultimi avevano (o avevano avuto) lo status di impiegato civile della difesa e che, professionalizzati, avevano svolto o svolgevano questo tipo di servizio come ad esempio il compianto Ezio Silveri. Altri, tra cui il Cap. Giulio Martucci, futuro Direttore generale dell'AAAVTAG, erano transitati alla DGAC (Direzione Generale dell'Aviazione Civile) istituita, con distacco delle competenze dall'AMI, nel 1963.
L'adesione all'ANACNA iniziò presso la RIV di Roma a Ciampino (tra i promotori sicuramente è da citare Carlo Gualtieri). All'inizio ci furono pressioni sui singoli per annullare le iscrizioni. Alcuni ritirarono le dimissioni per timore di ritorsioni ma si iscrissero nuovamente in un secondo momento. Presto i militari presero le redini dell'Associazione (io stavo nel Consiglio Direttivo e di fatto conducevo la Segreteria della Associazione. Il primo Segretario della nuova gestione "militare" fu Alberto Bottai a cui successe Ezio Silveri, controllore civile in quanto impiegato civile della Difesa. Il primo Presidente della nuova gestione fu Carlo Gualtieri e fu posta subito la questione della smilitarizzazione che in quel periodo intenzionalmente chiamavo "civilizzazione" perché mi dava il senso dell'affrancamento da una situazione che contestavamo (organizzazione del lavoro, mancanza di coperture legale, strutture molto spesso fatiscenti, Ufficiali e Sottufficiali che svolgevano lo stesso tipo di lavoro con paghe differenziate, spesso si verificava che l'Ufficiale dipendeva funzionalmente dal Sottufficiale, sovvertendo così la logica gerarchica, Ufficili divisi nelle categorie di SPE e di complemento, questi ultimi a loro volta divisi in complemento raffermati "a vita" e raffermati a termine, alcuni impiegati/operai civili della Difesa ). Incominciai a scrivere articoli sulla necessità della "civilizzazione" Il primo articolo, da me firmato con il grado di Tenente, doveva apparire su "ROMA Controllo", rivista nell'ambito militare della RIV Roma (Alberto Bottai dirigeva questa rivista ed ha ancora tutta la raccolta). La pubblicazione della rivista però cessò per ordine dello SMA. Pubblicai più tardi lo stesso articolo su una delle prime riviste di Assistenza al Volo dell'ANACNA. In esso affermavo che per i controllori del traffico aereo poteva essere considerato anche una limitazione del diritto di sciopero (come in definitiva fu). Avevo vissuto direttamente come controllore i disgustosi episodi di "Aquila Selvaggia" dell'ANPAC di quel periodo (con i piloti che subito dopo il decollo chiedevano, come azione di sciopero, di rientrare all'aeroporto di Fiumicino mettendo a terra i passeggeri appena decollati) e consideravo che una limitazione ragionata dello sciopero fosse ragionevole per categorie che avevano un forte potere contrattuale .

Il malcontento era diffuso ed all'inizio (1975-1976) maggiormente evidenziato dai colleghi controllori di Milano ACC (Area Control Center).
Giulio Gioia del CDA di Linate, organizzò, con altri colleghi di Milano, un Convegno dal titolo "Assistenza al volo: un servizio pubblico per l'economia del trasporto aereo". Il convegno si svolse in data 11 Dicembre 1977 presso la Sala Congressi della provincia di Milano, via Corridoni,16. Furono invitati anche rappresentanti del Parlamento tra cui i Presidenti delle Commissione Trasporti della Camera Lucio Libertini (che nel suo lavoro di Commissione diede un forte impulso alla causa della smilitarizzazione) e della Commissione Difesa (Falco Accame, ex Ammiraglio della Marina Militare, che si occupava in quel tempo anche della proposta di legge dei "principi" di cui parleremo più avanti). Io fui relatore al Convegno di Milano rappresentando il Consiglio Direttivo dell'ANACNA. Nel mio intervento scritto (e pubblicato) inclusi anche la mozione sulla smilitarizzazione approvata dall'Assemblea Generale ANACNA svoltasi a Roma pochi giorni prima e precisamente in data 3-4 Dicembre 1977. Tale mozione, approvata all'unanimità dopo un dibattito appassionante in cui si fronteggiarono incertezze e speranze, rappresentò la prima posizione ufficiale dell'ANACNA di richiesta della smilitarizzazione del servizio.
La mozione recitava:
"L'assemblea generale dell'ANACNA riunita in Roma il 3-4 Dicembre 1977 nell'approvare la relazione del segretario generale impegna il Consiglio Direttivo a promuovere, nel rispetto dello Statuto, tutte le iniziative necessarie affinchè il Governo, il Parlamento, gli operatori aeronautici, le forze sindacali, i mezzi di informazione, l'opinione pubblica sappiano che i controllori e gli assistenti del traffico aereo iscritti all'ANACNA ritengono necessario ed urgente un intervento legislativo che, nel collocare il controllo del traffico aereo nella sua naturale sede sotto la tutela del Ministro dei Trasporti, riesca nel contempo a salvaguardare le esigenze dell'aeronautica militare, realizzando una struttura organizzativa efficiente atta a consentire la utilizzazione integrata di tutte le infrastrutture tecniche e logistiche esistenti ed una collocazione ordinativa del personale basata sulla professionalità e idonea a garantire il sereno svolgimento dell'attività di controllo"

Nel convegno di Milano i due Presidenti della Commissione Trasporti e Difesa si impegnarono ad avviare una indagine conoscitiva sull'assistenza al volo in Italia.

Contemporaneamente al convegno di Milano si svolgeva a Ginevra (9-14 Dicembre 1977) una riunione ILO (International Labor Organisation ). L'Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) è l'agenzia delle Nazioni Unite che ha i seguenti principali obiettivi : promuovere i diritti dei lavoratori, incoraggiare l'occupazione in condizioni dignitose, migliorare la protezione sociale e rafforzare il dialogo sulle problematiche del lavoro, assicurare che le norme del lavoro siano rispettate sia nei principi che nella pratica (cioè tutti motivi per cui desideravamo la smilitarizzazione consapevoli che non avremmo potuto trovare alcuna soluzione utile in ambito militare).
Mi sembrò una occasione da non perdere e chiesi all' al collega Andrea Luise (parlava molto bene l'Inglese), di rappresentare l'ANACNA a Ginevra. Organizzai per l'occasione in Sala Controllo una raccolta di contribuzioni volontarie (i colleghi furono generosi) per "la trasferta" di Andrea che fece un ottimo lavoro.
Fu approvata una risoluzione, pubblicata su una Circolare ANACNA, che appoggiava la smilitarizzazione dei controllori italiani . Fu il primo grande successo internazionale in un ambito molto qualificato. La risoluzione fu appoggiata anche dal sindacato degli Assistenti di Volo italiani.

Il 23 Maggio 1978 gli Uffici riuniti di Presidenza delle Commissioni Trasporti e Difesa della Camera, Presidenti Lucio Libertini (PCI) e Paolo B. Vittorelli (PSI) , promuovono un'indagine conoscitiva sul problema CTA. Vengono sentiti l'AMI, la DGAC, l'ANPAC e l'ANACNA.
L'AMI sostiene che il problema può essere risolto con più mezzi, più uomini e più soldi. La DGAC dichiara di essere favorevole alla smilitarizzazione mentre la posizione dell'ANPAC è ambigua. L'ANACNA partecipò con Carlo Gualtieri, Luigi Iodice, Eugenio Poggini ed Ezio Silveri del Consiglio Direttivo e propose una ipotesi di smilitarizzazione del servizio CTA consegnando alle Commissioni una relazione ed un dossier approfondito sul tema. Il dossier dell'ANACNA riguardava l'organizzazione e la struttura del controllo del traffico aereo in quasi tutti i paesi dell'Europa occidentale dell'epoca. (Il lavoro fu da me organizzato chiedendo, come associazione ANACNA, alle Autorità dell'Aviazione Civile Europee la cortesia di voler rispondere ad un questionario sul'argomento. Quasi tutti risposero. La traduzione e la messa a punto furono svolti in maniera collettiva impegnando diversi controllori in turno nella sala operativa di Roma ACC.. Ricordo sicuramente il Cap. Vittorio Judice, il Ten. Andrea Luise ed il M.llo Alessandro Moretti.
Le conclusioni dell'indagine indicarono comunque "urgente" la riforma del settore.

Un altro momento importante per la sensibilizzazione sulla smilitarizzazione è stato il Convegno sulla ristrutturazione del controllo del traffico aereo in Italia organizzato dall'ANACNA (ne fui il coordinatore) e svoltosi nella Sala della Protomoteca del Campidoglio in data 12 novembre del 1978 a Roma. Il Convegno fu un grande successo organizzativo. Parteciparono rappresentanti politici, sindacali e rappresentanti di organismi stranieri tra cui Daniel Monin dell'Associazione elvetica e Presidente dell'IFACTA (International Federation of Air Traffic Controllers Associations) che diede un forte appoggio alla causa che stavamo portando avanti. Gli interventi al convegno furono oggetto di un numero speciale della Rivista Assistenza al Volo dell'ANACNA.

Era la prima uscita dell'ANACNA in grande stile e Carlo Gualtieri, in qualità di Presidente dell'ANACNA, fece l'intervento per conto dell'Associazione in aderenza alla linea associativa approvata, con forti lacerazioni interne (i controllori degli aeroporti a traffico militare temettero di esser fatti fuori dalla agognata smilitarizzazione), il giorno prima dall'Assemblea dei soci. In effetti la linea associativa proposta da Gualtieri (che lesse in Assemblea la bozza di relazione del giorno successivo) rappresentava un cambiamento molto netto rispetto alle precedenti decisioni di smilitarizzazione e lasciò sgomenti i soci. La proposta di Gualtieri si articolava su tre punti:
- costituzione nell'ambito del Ministero della Difesa, di un Ufficio Centrale dello Stato, a livello di Direzione Generale, che unificasse tutte le competenze in materia.
- istituzione di un ruolo Controllori nel quale far affluire gli Ufficiali e Sottufficiali Controllori ed assistenti con un stato giuridico non più militare ma paramilitare (con una gerarchia non più militare ma legata alla funzione professionale
- istituzione di un Comitato interministeriale degli spazi aerei in coordinamento con la DGAC.
Questa soluzione veniva presentata come soluzione avente carattere di temporaneità. In verità pochissimi credevano che così potesse essere.
Era evidente che si cambiava linea rispetto a Dicembre del 1977 ed alla Indagine conoscitiva del 23 maggio 1978. Si tornava indietro rispetto alla smilitarizzazione. Gualtieri fu criticato. Tuttavia la relazione fu approvata. In molti di noi era evidente che questa soluzione , se fosse andata avanti, non avrebbe risolto i problemi ed avrebbe favorito l'establishement militare. In definitiva avrebbe rappresentato una riorganizzazione interna utile solo alla Forza Armata che avrebbe continuato a gestire il servizio. Era quindi inutile per noi. Non era quello che volevamo. La smilitarizzazione si allontanava. Per questi motivi il Dicembre del 1978 può essere considerato il momento in cui si fece strada l'idea di utilizzare altri strumenti per ottenere la smilitarizzazione. In definitiva mi sento di dire che quel Convegno aveva fatto partire l'orologio delle dimissioni.

Nel Convegno il Presidente della Commissione Trasporti della Camera Libertini appoggiò senza esitazione la smilitarizzazione così come lo fece il sindacato CGIL-CISL-UIL ed in particolare da Franco Galasso della FILT-CGIL. Avevo incontrato Galasso (su suggerimento di Tonino Profita che aveva qualche conoscenza alla Federazione degli Statali) un paio di anni prima alla FILT chiedendogli il supporto del sindacato alla causa della smilitarizzazione. Galasso, che era un Ingegnere di CIVILAVIA, fu molto generoso nell'abbracciare questa causa. Non tutti erano d'accordo sulla smilitarizzazione a livello politico e neppure all'interno dello stesso partito. Questa contraddizione scoppiò durante il convegno del 12 Novembre 1978. Sono stato testimone quel giorno di un feroce scontro, avvenuto dietro alla Sala della Protomoteca (e quindi non in pubblico) tra il sindacalista Franco Galasso ed il deputato Aldo D'Alessio (che seguiva le questioni militari in Commissione Difesa), entrambi del PCI: uno pro ed un altro contro la smilitarizzazione. Un altro episodio che chiariva la situazione di scontro nei partiti ha riguardato Lucio Libertini (Presidente della Commissione Trasporti fino a metà 1979). Ero con alcuni colleghi nel suo ufficio a Botteghe Oscure, sede del PCI, manifestando le nostre lamentele nei confronti di qualche deputato del suo stesso partito che era contrario alla smilitarizzazione. Libertini, alzando la voce (per farsi sentire a Botteghe oscure), dichiarò: "E' all'interno di questo palazzo che c'è chi si oppone alla vostra smilitarizzazione!" . Si riferiva al potente Ugo Pecchioli, ministro ombra degli interni del PCI, che si occupava anche delle problematiche militari. C'è da dire anche che poco prima delle dimissioni il Deputato Aldo D'Alessio propose (in un incontro con Carlo Gualtieri, Andrea Billi e me), in ultima istanza, ai fini di risolvere il problema di "paghe differenti per lo stesso lavoro", di promuovere tutti i controllori al grado di Tenenti Colonnelli. Ricordo il nostro sgomento di fronte ad una proposta che avrebbe sì sovvertito l'ordine gerarchico. Ci fu invece la sovversione per diventare civili. (Devo precisare che con il Deputato Aldo D'Alessio ho avuto sempre un ottimo rapporto anche quando ero Direttore Centrale della Pianificazione e Sviluppo in ENAV; egli è stato uno dei miei riferimenti nel COPIT (Comitato Parlamentare per l'Innovazione Tecnologica), struttura interpartitica che si è molto interessata per l'adesione italiana ai programmi Europei per la navigazione satellitare e la partecipazione italiana al progetto della costellazione satellitare Europea "Galileo").

Ci muovevamo anche nei confronti degli altri partiti politici. Insieme a Sergio Maggiulli andai alla sede provinciale romana della DC che aveva organizzato un convegno sul trasporto aereo. Riuscimmo (commossi) a far partecipare il compianto Ezio Silveri che ovviamente parlò della richiesta di smilitarizzazione.

L'attività dell'ANACNA non ha mai avuto soste nei confronti del Parlamento e di tutti i partiti politici dell'allora "arco costituzionale". In ogni caso Il PCI era diviso al suo interno mentre la DC, il PSI , il PRI erano debolmente attratti dal problema. In quel momento l'Italia attraversava il periodo particolare del cosiddetto "Compromesso Storico", degli "anni di piombo" e dell'uccisione di Aldo Moro da parte delle Brigate Rosse. Non si era in definitiva nelle condizioni ideali per aspettarsi maggiori attenzioni da parte del Parlamento. D'altra parte anche la smilitarizzazione Polizia di Stato era da molto tempo in discussione in Parlamento ( l'iter legislativo si concluse solo il 1 aprile del 1981 con l'approvazione della legge 121/81 dopo un lungo iter parlamentare iniziato sin dal 1974).
L'interesse dei controllori si volse verso la soluzione alternativa delle dimissioni.


Il movimento dei controllori

Il movimento delle dimissioni da parte di Ufficiali e Sottufficiali dell'AMI (Aeronautica Militare Italiana) dalle funzioni di controllo del traffico aereo fornito al traffico civile è erede del "movimento democratico" dei Sottufficiali AMI sviluppatosi in particolare nel Nord-Est. A questo movimento aderirono molti Sottufficiali (e qualche Ufficiale) controllori del traffico aereo. Uno dei leader riconosciuti era un Maresciallo AMI, il dott. Claudio Melatti, controllore del traffico aereo ( radar GCA) all'aeroporto di Venezia, divenuto successivamente il leader del "Comitato della civilizzazione". Questo movimento rappresentava il personale militare che sentiva di più, nell'ambito delle Forze Armate, il bisogno di maggiore democrazia e partecipazione nella gestione delle "cose" che riguardavano il loro benessere.
Ci furono manifestazioni in pubblico ed in divisa (riunioni e "passeggiate" al centro di alcune città italiane ed a Piazza Venezia a Roma) a favore della democratizzazione.
I partiti politici ben presto si occuparono della problematica della democratizzazione delle Forze armate. Anche io, non meno democratico, partecipai con alcuni colleghi ad alcune riunioni sull'argomento con esponenti di partiti (Falco Accame del PSI, Aldo d'Alessio del PCI,…). Alla fine di un processo tortuoso (e con l'intento anche di porre fine a manifestazioni di contestazioni) fu approvata dal Parlamento la legge 11 luglio 1978, n. 382, meglio nota come "legge dei princìpi" che introdusse per la prima volta nell'ordinamento militare la nozione di "rappresentanza soggettiva del militare in relazione alla tutela dei propri diritti individuali e collettivi, nonché il principio che anche il militare è titolare di interessi legittimi che non possono ritenersi conclusi nell'ambito del rapporto gerarchico-disciplinare".
Nasceva quindi all'interno delle Forze armate italiane la "rappresentanza militare", un complesso sistema di organismi elettivi con un sistema elettorale di secondo grado che solo parzialmente garantisce una reale rappresentatività delle istanze e delle aspirazioni del personale militare. Principio fondante della rappresentanza militare è di essere un organismo dell'organizzazione militare, e in quanto tale inserito nel sistema gerarchico-disciplinare. Ne conseguono diverse contraddizioni rispetto alla sua natura di organismo rappresentativo.
Una volta approvata la legge dei "princìpi" dal Parlamento , fu eliminato il motivo di protestare in pubblico ( anche se i problemi si trasferirono all'interno delle strutture di rappresentanza). Il Movimento democratico dei sottufficiali si avviò, in quanto tale, al suo naturale scioglimento pur considerando ( a ragione anche di chi scrive) la legge dei princìpi come un compromesso e qualcosa di ibrido molto lontano dalle rivendicazioni di rappresentanza poste in essere (ed aggiungo da una funzionalità accettabile). E non c'era molto da fare. Non certamente continuare a protestare contro una legge approvata dal Parlamento. Ma non fu crisi. L'esperienza del movimento fu utile agli stessi protagonisti per trasferirla presto nell'ambito della problematica relativa alla smilitarizzazione del controllori del traffico aereo. Parte del movimento allora cambiò obiettivo. Siccome era composto per la maggior parte da controllori del traffico aereo che seguivano anche le attività poste in essere dall'ANACNA, il movimento divenne lo strumento per la smilitarizzazione del CTA in quanto le vie parlamentari dell'ANACNA venivano considerate non più sufficienti per raggiungere lo scopo. Come abbiamo detto precedentemente dopo li Convegno in Campidoglio si fece strada lo strumento delle dimissioni in massa dal servizio.
In un anno successero molte cose: raccolte di dimissioni in ogni aeroporto ed ACC, consegna delle stesse ad un notaio che avrebbe dovuto spedirle (come effettivamente fece) a seguito delle decisioni del "Comitato della civilizzazione del CTA" di rendere operative le dimissioni, pubblicizzazione delle rivendicazioni attraverso il supporto organizzativo del sindacato dei trasporti FILT CGIL, CISL Trasporti e UIL Trasporti.
Il resoconto cronologico degli avvenimenti, fino alle dimissioni, dell'intervento del Presidente della Repubblica Pertini ed oltre, è descritto nell'articolo "19 Ottobre 1979" pubblicato sul n.4 anno 2009 della Rivista Assistenza al Volo dell'ANACNA.

Il Comitato della civilizzazione del CTA era composto da un "Direttivo" ed un "Esecutivo".
Il "Direttivo" era composto da rappresentanti Regionali. Si ricordano tra gli altri (la ricostruzione è stata fatta con Mattia Palermo):
- Piemonte: M.llo Mussini
- Lombardia: Cap. Castellari e Cap. Patrizi
- Triveneto: M.llo Melatti, M.llo Poggini, M.llo Marconi e M.llo Salvemini
- Liguria: M.llo Metrangolo
- Emilia Romagna: M.llo Bigazzi
- Toscana: Cap. Cini
- Lazio: Cap. Verdacchi, Cap. Gasperini, M.llo Moriggi, Ten. Palermo, M.llo Vendittelli e M.llo Rosati
- Campania: M.llo A. Romano
- Puglia: Cap. De Bellis
- Sardegna: M.llo Bernardi
- Sicilia: M.llo Ciccarese

L'esecutivo era composto da:
- M.llo Claudio Melatti (Venezia CDA)
- Cap. Raffaele Vedacchi (Ciampino CDA)
- Ten. Mattia Palermo (RIV Roma)
- Cap. Ermanno Gasperini (RIV Roma)
- M.llo Agostino Romano (Napoli CDA)
- Cap. Fabio Castellari (RIV Milano)
- Mllo Massimo Venditelli (CDA Fiumicino)


Gruppi di lavoro per al ristrutturazione dei Servizi di Assistenza al volo.
In seguito all'evolversi degli eventi relativi al disagio dei controllori del traffico aereo ed alla organizzazione delle previste dimissioni dal servizio di controllo del traffico aereo nei confronti del traffico aereo civile, il Governo, con decreto interministeriale del 5 luglio 1979, istituì una Commissione interministeriale, con un Comitato coordinatore e 4 Gruppi di lavoro, per lo studio della ristrutturazione dell'assistenza al volo con soluzioni alternative a quelle dell'epoca (servizio affidato allora interamente all'AMI).
I componenti erano Ufficiali dell'Aeronautica (SMA ed ITAV), funzionari della Direzione Generale della Aviazione Civile (DGAC) e controllori del traffico aereo che, in massima parte, provenivano dal "movimento delle dimissioni". Io, insieme a Mario Tambelli e Fabio castellari,facevo parte del 2° Gruppo di lavoro (Telecomunicazioni Aeronautiche)


Quel giorno da Pertini. Resoconto di una giornata

Dirò dell'incontro ristretto tra Pertini ed controllori in quella giornata e dell'incontro plenario immediatamente successivo tra il Presidente della Repubblica, gli Ufficiali dello SMA AMI, i controllori del traffico aereo, il Ministro della Difesa Ruffini ed il Presidente del Consiglio Cossiga ( il Ministro dei Trasporti Preti non c'era. Telefonò in corso di riunione dicendo che non poteva venire anche se, verso la fine della riunione, chiese sempre per telefono che il comunicato stampa includesse anche il suo nome tra i partecipanti. Il commento di Pertini fu lapidario: " i preti è meglio che stiano in chiesa !"


I controllori presenti
(facenti tutti parte dei Gruppi di lavoro Interministeriale costituito 4 mesi prima) furono :

- T Col Pacetti Francesco - ITAV
- Cap. Crespi Paolo - Milano RIV
- Cap. Billi Andrea - Roma RIV
- Cap. Tambelli Mario - Roma RIV
- Cap. Iodice Luigi - Roma RIV
- Cap. Verdacchi Raffaele - CDA Ciampino
- Cap. Patrizi Nazareno - Milano RIV
- M.llo Poggini Eugenio - Montevenda ACC
- Cap. Moroni Gianfranco - Montevenda ACC



Tra gli Ufficiali di SMA AMI presenti da Pertini c'erano:

- Capo di Stato Maggiore AMI, Gen. Alessandro Mettimano
- Gen. Umberto Bernardini
- Gen. Lamberto Bertolucci, Ispettore dell'ITAV
- Gen. Mario Travaini
- Col. Carlo Sabbatini
- T.Col. Giuseppe Capizzazno



Come andarono le cose?

Nei giorni precedenti il 19 ottobre i controllori dei quattro Gruppi di lavoro (incluso me) furono convocati allo SMA per una riunione informale con il Ministro della Difesa Ruffini.
Il Ministro non mi apparve particolarmente brillante. Alcuni miei colleghi (in particolare Raffaele Verdacchi ed Eugenio Poggini), indicarono in modo molto deciso (ed in verità anche colorito) la situazione in cui versava il servizio, le "rivendicazioni" che si sostanziavano in un no ad una azienda di stato ed alla richiesta della smilitarizzazione immediata facendo presente che le dimissioni sarebbero state una realtà e non un bluff (come qualcuno nel governo sosteneva).


Il Ministro della Funzione Pubblica Massimo Saverio Giannini, favorevole ad un decreto legge di smilitarizzazione immediata, il 17 Ottobre diserta una riunione con il sindacato e con i controllori che avevano considerato con interesse la sua proposta. Dal libro di A. Triola "Strade invisibili" ne riporto le motivazioni: "Diversamente il Ministro dei Trasporti Preti ed il suo sottosegretario Degan (sostenuti dal ministro della Difesa Ruffini e dal suo sottosegretario Del Rio), fautori della "linea dura", ribadivano la necessità di realizzare l'operazione di smilitarizzazione gradualmente, nell'arco minimo di 24 mesi, costituendo inizialmente soltanto un Ente per la gestione civile dei servizi attraverso norme delegate; si trattava di una vera e propria sconfessione delle proposte del ministro Giannini…..Il ministro della Funzione Pubblica , a questo punto, effettuava una "ritirata strategica" non presentandosi il 17 ottobre ad una riunione (già convocata) con i controllori……… "

In data 18 Ottobre , secondo quanto racconta il Dott. Antonio Ghirelli, Capo Ufficio Stampa di Pertini, nel suo libro "Caro Presidente: due anni con Pertini" (Rizzoli,1981), il Presidente della Repubblica inviò una lettera a Cossiga sollecitando una pronta iniziativa che "valga a scongiurare questa iattura" (quella delle dimissioni).

In data 18 ottobre Gianfranco Moriggi (che faceva parte del 4° Gruppo di lavoro interministeriale) viene invitato dal T. Col. Giuseppe Capizzano (facente parte dello stesso Gruppo) ad un incontro informale allo Stato Maggiore AMI. Gianfranco avvisa i componenti del Comitato della Civilizzazione prima di recarsi alla riunione. Allo SMA incontra due Generali. Era presente lo stesso Col. Capizzano. Giancarlo non ricorda con precisione ma crede che si trattasse del Sottocapo di Stato maggiore Gen. Ferri e del Gen Nardini (futuro Commissario di AAAVTAG per pochi mesi). Moriggi fece presente molto seriamente che la situazione era drammatica e che lo stesso SMA non si rendeva conto che l'indomani i controllori si sarebbero davvero dimessi in massa e che ci sarebbe stato il blocco totale dei voli.
Non sappiamo se i Generali AMI abbiano creduto a Moriggi quella volta. Sappiamo però per certo dell'intervento alla stampa ed ai mezzi di comunicazione che il Ministro dei Trasporti Preti fece quel 18 Ottobre affermando che l'indomani si sarebbe volato perché erano giunte ai diversi comandi militari solo una trentina di dimissioni. Preti, sconfessato dagli eventi, successivamente si difese dicendo che aveva avuto l' informazione dal Ministero della Difesa.

La sera del 18 Ottobre successe un'altra cosa che trascrivo dal libro di De Paolis "Obiettivo mancato" . A pag. 129 si legge la seguente precisazione del Gen. Bartolucci:"la sera del 18 Ottobre (1979) fu fatta una riunione alla quale partecipai anch' io (è Bartolucci che parla) presso il Capo di Gabinetto della presidenza della Repubblica. Scopo della riunione era quello di fare un punto della situazione sull'attività dei gruppi di lavoro per la civilizzazione del traffico aereo, ma soprattutto per valutare la situazione in relazione a voci od indizi relativi a presunti ammutinamenti. La riunione si concluse con fermi propositi di affrontare con decisione la situazione qualora fossero state attuate (dai controllori di volo) azioni di sospensione dal servizio (sciopero)".
La mattina del 19 Ottobre in tutti gli enti ATC italiani i controllori in servizio a partire dal turno delle 08.00 attuano quello che avevano dichiarato. Comunicano ai rispettivi comandanti che non svolgeranno il servizio a favore del traffico civile, assicurandolo solo ai voli militari: inizia il caos nei cieli, non solo italiano ma in tutta l'Europa.

Cosa era successo nel frattempo?

Sempre nel libro di De Paolis continua la precisazione del Gen. Bartolucci :
"Alle prime ore del mattino successivo (19 Ottobre) fui chiamato (è Bartolucci che parla) presso lo SMA……in relazione a notizie pervenute che davano per certo l'ammutinamento dei controllori…..
Il generale Mettimano (Capo di Stato Maggiore AMI), come da accordi precedenti telefonò al Ministro della Difesa On. Ruffini, il quale molto disturbato e meravigliato (malgrado quanto era stato esaminato e detto la sera precedente presso il Gabinetto della Presidenza del Consiglio) ordinò allo stesso di telefonare subito al Presidente del Consiglio. Il Generale Nardini ed io (è Bartolucci che parla) pregammo il Generale Mettimano di dare ordine - come era staro stabilito la sera precedente - di procedere agli arresti nel caso, ormai manifesto ed imminente, dell'ammutinamento. Il C.S.M. (Capo di Stato Maggiore) tuttavia dovette ottemperare ala direttiva del Ministro e contattò per telefono il Presidente del Consiglio, On. Cossiga, il quale costernato ordinò al Gen. Mettimano di parlare con il Presidente della Repubblica."

Mi chiedo : è' possibile che questo fu un semplice scaricabarile? Non credo in quanto l'attenzione del Quirinale, del Presidente della Repubblica e del ministro della Difesa era focalizzato sul problema da alcuni giorni ed i tre Segretari Confederale CGIL-CISL-UIL (Lama, Carniti e Benvenuto) erano in contatto con il governo su questa questione.

Pertini fu chiamato in causa. Gli fu chiesto di rivolgersi in TV a reti unificate ai controllori. Verdacchi mi conferma che la Sig.ra Carla, moglie di Pertini, gli aveva detto che Cossiga aveva fatto questa proposta al Capo dello Stato che rispose: "fatemi incontrare prima i controllori".
Continua il Gen. Bartolucci (come riportato nel libro di De Paolis) :" nel frattempo l'ammutinamento era scoppiato, ma Mettimano riuscì a conferire con il Presidente Pertini solo a mattinata inoltrata e da lui ebbe l'ordine di convocare in sua presenza i controllori nel pomeriggio. Mettimano pertanto disse a me (cioè a Bartolucci) di riunire al Quirinale i controllori facenti parte dei gruppi di lavoro,….."

De Paolis dichiara nel suo libro "Obiettivo mancato" : "Bastavano 10 arresti mirati, trattati questi sì con procedura d'urgenza, senza tentennamenti nè patteggiamenti fino alla rapida attuazione di alcune condanne esemplari…" Ebbene c'è da dire che il problema degli arresti era sicuramente il primo problema che i controllori del Comitato sentivano come un macigno (al di là della sicurezza mostrata da Raffaele Verdacchi nelle sue uscite mediatiche che servirono certamente a mantenere efficacemente l'unità della categoria). Nella notte tra il 18 ed il 19 Ottobre non tutti i controllori del Comitato per la civilizzazione dormirono nelle loro abitazioni o normali luoghi di alloggio.

In quei giorni i rappresentanti del sindacato confederale (era stato costituito un "Coordinamento Unitario CGIL-CISL-UIL") erano costantemente riuniti con i responsabili del "Comitato per la civilizzazione" presso la sede della Federazione Unitaria CGIL-CISL-UIL in via Sicilia, 36 a Roma. Nella mattinata del 19 Ottobre incominciarono ad arrivare dagli aeroporti e dai Centri di controllo le prime notizie. Si capì che in qualche caso (come a Montevenda) i Comandanti potevano procedere con provvedimenti militari nei confronti dei controllori.
Alle 11:00 di mattina il Segretario Generale della CGIL, Luciano Lama, telefona al Quirinale. Nell'ufficio di Lama c'erano rappresentanti della CGIL (che ne sono testimoni diretti) e che avevano riferito a Lama le possibili conseguenze di eventuali decisioni repressive. Pertini fece sospendere, in rapporto con Lama, le operazioni di polizia militare.

Nella tarda mattinata di quel venerdì del 19 Ottobre io e gli altri colleghi dei Gruppi di Lavoro interministeriali fummo raggiunti da comunicazioni dello SMA per presentarci alle 13:00 allo SMA per un incontro con il Capo di Stato Maggiore Gen. Mettimano. L'incontro, al quale parteciparono anche altri Ufficiali SMA, fu breve. Il Gen. Mettimano, dopo le nostre presentazioni, ci disse semplicemente : "La situazione è grave. Andiamo dal Presidente della Repubblica". Era molto colpito da quello che stava succedendo. Un pullman militare ci portò al Quirinale

Quando arrivammo al Quirinale, il Presidente Pertini, con somma sorpresa di tutti, disse subito: "Fatemi parlare prima con i miei amici controllori". Ci accomodammo pertanto in un salone grande. Io stavo alla sinistra di Pertini . Alla sua destra c'era il T. Col.Francesco Pacetti dell'ITAV che era il braccio destro di Bartolucci. Gli altri controllori erano seduti davanti al Presidente. Alcuni controllori erano in abiti civili.

Pertini si dotò di un block notes ed una penna e senza preliminari ci dette la parola. Incominciò Verdacchi, sostenuto principalmente da Poggini. Gli interventi ricalcarono ciò che era già stato detto fino a quel momento sulle nostre problematiche, l'andamento dei Gruppi di lavoro etc.. (cose che non ripeterò) . Poggini ad un certo punto disse, con particolare enfasi, che i controllori al Centro di controllo di Montevenda (che era ubicato in caverna) erano stati sequestrati in una stanza dal Comandante dell' ACC. Pertini richiese subito che gli fosse passato il Comandante di Montevenda al telefono. Quando giunse la comunicazione, egli chiese semplicemente notizie dei controllori (ricevendo notizie rassicuranti) e concluse la telefonata invitando il Comandante ad andare a trovarlo non appena si fosse trovato a Roma.

Ricominciarono gli interventi dei controllori senza la luce di una proposta per uscire da quella situazione. Ci accorgevamo che non poteva durare molto a lungo quella impostazione della discussione. Capii che Pertini si attendeva proposte per uscire dall'impasse delle dimissioni date. Vidi il Presidente con il viso pallido e con il block notes e la penna inutilizzati. Fino a quel momento egli non era intervenuto nelle discussioni (a parte l'episodio di Montevenda). Stava aspettando. Pensai che potesse perdere la pazienza. Mi trovai a disagio. Presi la decisione di intervenire per fare una proposta. Non avevo concordato niente con nessuno dei miei colleghi presenti ma presi il coraggio di rompere il ghiaccio per passare alla fase propositiva . Alzai il dito e dissi: "Comandante"! (in verità mi scappò il termine militare ). Pertini alzò la testa di scatto e rivolgendosi a Pacetti disse divertito: "Mi ha chiamato Comandante! Io sono stato Comandante dei partigiani" Capii che dovevo dire tutto in poche parole e fare una proposta secca. Prosegui: " Signor Presidente, nel gruppo di lavoro interministeriale sono state fatte proposte che necessitano di cambiamenti. Non possiamo prevedere una struttura statale perché già abbiamo l'esempio di inefficienza della Direzione Generale dell'Aviazione Civile. C'è necessità di una Azienda "agile e snella" per la quale si potrebbe proporre un disegno di legge che superi la proposta giunta nei Gruppi di lavoro. Se siamo nella situazione di oggi è perché la possibilità di una smilitarizzazione immediata, pur possibile per il Ministro della Funzione Pubblica Giannini, ha trovato resistenze nel Governo. Oggi si può ipotizzare pertanto un secondo tipo di provvedimento, in termini di Decreto Legge, per la smilitarizzazione immediata di controllori ed assistenti da inquadrare in un Commissariato per l'assistenza al volo che pure è stato ipotizzato negli ultimi tempi da una parte del governo . I controllori diventerebbero civili subito pur operando nelle strutture ancora gestite dall'Aeronautica Militare in attesa che il disegno di legge per l'istituzione dell'Agenzia faccia il suo corso" Terminai con la terza ed ultima proposta: "Aggiungo anche che, per assicurare la continuità e l'unificazione delle operazioni nelle strutture militari, l'incarico di Commissario potrebbe essere affidato anche all'attuale Ispettore dell'ITAV, Gen. Bartolucci ."

Non ci fu il tempo di discutere le proposte e di verificare le reazioni dei miei colleghi ( non ve ne furono però di contrastanti in quel momento) perché Pertini subito si alzò dicendo : "Fate entrare i Generali". Entrò per primo Bartolucci a cui Pertini disse subito: " Generale, i controllori la vogliono loro Capo" (Mettimano sottovoce ordinò a Bartolucci di non fare commenti).
E così Bartolucci, che non ho mai conosciuto personalmente, divenne anche Commissario del Commissariato per l'Assistenza al Volo Civile (CAVC) istituito nei giorni successivi.

Feci il nome di Bartolucci per fornire un quadro propositivo completo in una situazione di stallo da cui non si sapeva come uscirne. L'AMI doveva essere coinvolta nella responsabilità della gestione della fase transitoria commissariale per evitare possibili boicottaggi vista la situazione che si era venuta a creare. Chi meglio dell'Ispettore dell'ITAV che già gestiva il servizio? D'altra parte pensai che l'AM avrebbe comunque preteso che fosse nominato un Generale dell'Arma quale Commissario (e sarebbe stata soddisfatta! Come si poteva non soddisfarla?). Non a caso il Gen. Mario Travaini fu successivamente nominato Responsabile Operativo del CAVC prima e dell'azienda dopo mentre il Gen. Antonio Mura divenne il primo Presidente del CDA dell'AAAVTAG (l'azienda poco tempo dopo costituitasi). Era molto più utile che il Commissario fosse Bartolucci, in quanto Ispettore dell'ITAV, in prima persona, e non altri, ad avviare il processo.

Ebbi una sola reazione negativa a quella mia proposta (e solamente due anni dopo) : dal M.llo Dottor Claudio Melatti, Leader del "Comitato per la civilizzazione", che seppe anche da me come si erano in concreto svolti i fatti. Mi disse che non avrei dovuto fare il nome di Bartolucci. Siamo rimasti amici ma credo "con una certa riserva" da parte sua nei miei confronti. In effetti ho saputo ancora successivamente che Melatti, subito dopo l'incontro al Quirinale criticò Verdacchi per aver consentito quella nomina. Verdacchi gli rispose che in quel momento (davanti a Pertini) i controllori dovevano mostrare compattezza e che aveva preferito non intervenire benchè non fosse favorevole a Bartolucci.

Non credo che la nomina a Commissario del CAVC abbia favorito Bartolucci, poco dopo, nella nomina a capo di Stato Maggiore dell'AMI (successivamente anche Capo di Stato Maggiore della Difesa). Chi aveva concrete possibilità fino a quel momento era il Gen. Mario De Paolis, Capo della II Regione Aerea.
Credo che il motivo della mancata nomina di De Paolis a Capo di Stato Maggiore (alla fine del periodo di Mettimano), risieda in una sua "persuasione" che è scritta nel suo libro ("Obiettivo mancato",VEANT, 2001) e che cito testualmente : "..la mia fortunata carriera, la mia posizione in ruolo e le relative prospettive avevano indotto altri e, ammetto anche a me stesso….a credere di essere relativamente favorito nel futuro avvicendamento del Capo di Stato Maggiore….Ricordo, anche, però, che sul finire degli anni Settanta vari episodi……..mi avevano persuaso che la mia persona, per varie ragioni, non avrebbe potuto essere ritenuta la più idonea a ricoprire quell'alto incarico."

Tra i Generali dello SMA ed i controllori non ci fu alcuna ulteriore discussione perché Pertini, sposando le soluzioni che avevo prospettato, si limitò a comunicarle ai rappresentanti AMI come decisioni risolutive.

Al Quirinale arrivarono anche il Presidente del Consiglio Cossiga ed il ministro della Difesa Ruffini. Pertini si apparto' in un angolo del salone, per parlare ( fu una lunga telefonata) con il Procuratore Generale della Repubblica che, in auto, stava andando a Fiumicino dove diverse migliaia di passeggeri erano bloccati in condizioni di estrema sofferenza.

Cossiga si intrattenne con i controllori discutendo dei problemi sul tappeto. La discussione toccò anche la questione della unicità di gestione del traffico aereo. La Forza Armata era per una soluzione di separazione del servizio, con il mantenimento dello stesso sugli aeroporti militari o aperti al traffico aereo civile ma considerati strategici, sia per quanto riguardava il servizio di Torre (TWR) che di Avvicinamento (APP).

L'AMI aveva posto dei precisi vincoli nei Gruppi di Lavoro Interministeriali ed in particolare nel 1° gruppo (Servizi ATS) e nel 2° Gruppo (Telecomunicazioni) di cui facevo parte. Era precisa volontà dell'AMI arrivare ad una "ripartizione per zone". I controllori proponevano invece una "integrazione" tra personale civile e militare negli ACC (come è stato successivamente con gli SCAAM) e negli enti ATC (APPs e TWRs) degli aeroporti militari aperti al traffico civile che avrebbero dovuto essere in forza alla futura struttura civile "unica". Le motivazioni militari si basavano sulla esigenza di avere una continuità di servizio e di dover operare sempre "senza condizioni" (cioè senza scioperi). L'obiettivo dell'AMI era anche quello di allontanare i controllori "civilizzandi" e, peggio ancora, "sindacalizzandi", dal resto dei militari.

Quando Paolo Crespi, durante il colloquio con Cossiga, citò (ahimè) l'esempio dell'APP di Decimomannu (che serviva sia l'aeroporto Nato di Decimomannu che quello civile di Cagliari), supportando il passaggio dell'APP ai civili, Cossiga ebbe uno scatto improvviso ed alzandosi in piedi disse seccamente " Decimomannu, no!!". Aggiunse: "Voi vi volete mettere contro il Parlamento. Le guerre iniziate contro il Parlamento finiscono sempre male!"
Lì allora finì la discussione. Ci rendemmo conto che avevamo perso la causa della "unicità di gestione " del servizio. Pertini aveva ormai già comunicato, in quella sede a Cossiga, a Ruffini ed ai Generali AMI le soluzioni da adottare. La unicità di gestione non era stata prima trattata e nessuno ebbe il coraggio di riaprire i termini delle proposte fatte sulle quali si era raggiunta la condivisione da parte dei convenuti.

Ci fu anche un episodio "comico": la perdita del nettapipe di Pertini nel salone della riunione. Il Presidente , riferendosi alla presenza di Cossiga e di Ruffini in sala, disse: "Con due democristiani accanto era il meno che mi potesse capitare ". Mentre tutti si guardavano attorno per cercarlo, sentimmo Antonio Maccanico (Segretario Generale della Presidenza della Repubblica) borbottare: "Questo c….. di nettapipe se lo perde almeno tre volte al giorno!"

Intanto Lama, Marini (rappresentando Carniti) e Benvenuto (CGIL-CISL-UIL) che erano stati in precedenza convocati da Cossiga stavano aspettando (…seccati…) da molto tempo a palazzo Chigi. La notizia giunse al Quirinale e Cossiga allargò le braccia facendo capire l'impossibilità di essere presente contemporaneamente in due posti. Con loro, come mi conferma Verdacchi, c'era anche Melatti. Il giorno prima i tre Segretari Generali avevano dichiarato che erano pronti allo sciopero generale se fossero state prese azioni militari restrittive contro i controllori.

Finita la riunione, con lo spumante offerto dal Presidente, la maggior parte dei controllori si recarono alla Federazione Unitaria CGIL-CISL-UIL in via Sicilia dove era riunito il Comitato per la civilizzazione che avallò la conclusione della protesta.
Ermanno Gasperini fu incaricato di comunicare ai controllori di riprendere il servizio. Lo fece con una comunicazione attraverso il Gr2 della RAI.
Alle 23:15 circa le operazioni di controllo del traffico aereo ripresero su scala nazionale. Una nuova era iniziava.




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