Smilitarizzazione del controllo del traffico aereo civile.

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tratto da corriere.it

analisi eventi: vari punti di vista

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Quella che segue è la ricostruzione che il giornalista e scrittore Sergio Rizzo ha scritto recentemente sulla smilitarizzazione del controllo aereo .

Non mancano imprecisioni anche gravi,come quella che voleva i controllori militari ambire ad aumenti di stipendio ed abbandonare le stellette.I controllori militari (che poi erano gli unici ad operare sia in ambiente civile che militare ) ambivano in primo luogo ad un riconoscimento della loro professionalità in quanto nessuna differenza di trattamento di paga c'era tra chi lavorava davanti ai radar e chi contava i calzini nei magazzini.
Non è vero poi che il 19 ottobre 1979 si rischiarono molteplici collisioni.Semplicemente perchè era stato emanato un NOTAM (informazione ai naviganti) che il cielo italiano era chiuso a tutti i voli commerciali.



Da
CORRIERE DELLA SERA.it
pag.15 2 novembre 2001

Militari e civili, ventidue anni di scontri per mettere ordine nei cieli
L'alternanza tra ufficiali e commissari civili .Tutto è nato da un «ammutinamento» dei controllori; Dal ' 79, l' anno del cambiamento, ad oggi, sono nati 13 sindacati per 3.400 dipendenti

LA RICOSTRUZIONE/ PERTINI TOLSE ALLE DIVISE IL POTERE DI GUIDARE GLI UOMINI RADAR. BERLUSCONI RICHIAMÒ UN CAPO DELL' AERONAUTICA, MA L' ULIVO TORNÒ INDIETRO.

LA RICOSTRUZIONE/
Pertini tolse alle divise il potere di guidare gli uomini radar. Berlusconi richiamò un capo dell' Aeronautica, ma l' Ulivo tornò indietro Militari e civili, ventidue anni di scontri per mettere ordine nei cieli ROMA - Cavaliere del Santo Sepolcro e dell' Ordine equestre di Sant' Agata, Commendatore di San Giorgio, San Lodovico e San Gregorio Magno, Grand' Ufficiale "con placca" del Sovrano Imperiale Ordine Militare della Corona di Ferro, Ufficiale dell' Ordine di Malta, Cavaliere dell' Ordine Militare d' Italia. Eppoi croci d' oro, medaglie al merito, decorazioni.
. Il generale Andrea Fornasiero
( generale di squadra aerea dal 5 febbraio 1999 al 4 agosto 2001 )ha sul petto 19 onorificenze e in tasca un curriculum lungo come una Quaresima. Vola dal 1956, ha comandato le operazioni militari in Bosnia e ha ricoperto incarichi importantissimi. Ma mai, forse, rognosi come quello che gli ha affidato il ministro Pietro Lunardi: rimettere insieme i cocci del sistema di controllo del traffico aereo. Non è il primo militare che affronta la missione impossibile.
Prima di lui ci hanno provato tre generali soltanto negli ultimi sette anni. E se questo non è un controsenso, davvero poco ci manca. Perché si dà il caso che l' Enav, l' ente per l' assistenza al volo finito nella bufera dopo la tragedia di Linate, sia smilitarizzato ormai dal lontano 1979. Tutto cominciò la mattina del 19 ottobre, quando 900 fra sergenti, marescialli e ufficiali, fino ad allora incaricati di controllare il traffico aereo civile, si ammutinarono, rifiutando di sedersi davanti ai monitor.
Da mesi reclamavano il diritto a vestire abiti civili e ad avere aumenti di stipendio, ma gli alti gradi militari non ne volevano sapere. Verso l' una del pomeriggio, mentre il panico si diffondeva negli aeroporti italiani e il crescente numero di collisioni mancate faceva temere il peggio, il presidente della Repubblica Sandro Pertini, comandante supremo delle Forze Armate, prese una decisione senza precedenti.
Convocò gli uomini radar promettendogli la smilitarizzazione e l' impunità per il "golpe". Si sfiorò la crisi istituzionale: 35 generali si misero a rapporto per protesta dal ministro della Difesa Attilio Ruffini.
Ma cinque giorni più tardi il presidente del consiglio Francesco Cossiga firmò il decreto legge che smilitarizzava la categoria. In seguito quella vicenda è stata considerata una specie di Rivoluzione francese del trasporto aereo, il primo passo verso la liberalizzazione. C' è stato anche qualcuno che ha paragonato l' iniziativa di Pertini a quella che avrebbe preso, appena un anno più tardi, il presidente degli Stati Uniti Ronald Reagan. Mai paragone, tuttavia, è stato più audace. Non fosse altro perché, invece di ricevere alla Casa Bianca (come Pertini aveva fatto al Quirinale) i controllori di volo che scioperavano chiedendo 32 ore di lavoro settimanale, la pensione dopo vent' anni e un aumento di 10 mila dollari l' anno, Reagan li licenziò in tronco. In 12 mila finirono sul lastrico dalla sera alla mattina e i militari presero il controllo dei radar.
E fu proprio quell' atto di forza a far decollare la deregulation. In Italia, invece, è andato tutto in modo diverso. In vent' anni sono nati 13 sindacati diversi per 3.400 dipendenti. E mentre gli stipendi crescevano come la panna montata, le agitazioni degli uomini radar sono diventate un incubo per viaggiatori e compagnie aeree. Nel 1994, pensando che l' Anav (allora l' Enav non era ancora un ente) avesse tirato troppo la corda, il ministro dei Trasporti del primo governo di Silvio Berlusconi, Publio Fiori, cacciò via il presidente Piero Tana, un socialista che da un decennio occupava quella poltrona, e richiamò i militari. L' ente fu commissariato e al suo vertice fu collocato il comandante dell' Aeronautica Stelio Nardini. Durò meno di sette mesi: coinvolto nell' inchiesta su Ustica, si dimise all' inizio del 1995. Toccò allora a un altro generale dell' Aeronautica, Michele Sicoli. Non gli andò meglio. Dopo sette mesi si dimise per protesta. Il successore di Fiori, Giovanni Caravale, tagliò gli aumenti che Sicoli aveva concesso agli uomini radar e lui se ne andò sbattendo la porta. Qualche giorno più tardi fu la volta del terzo generale dell' Aeronautica. Giovanni Tricomi era a capo della prima legione aerea, arrivò carico d' entusiasmo e venne accolto da una salva di scioperi. Restò un anno e mezzo.
Passata la fase di incertezza politica, il governo di centrosinistra presieduto da Romano Prodi decise di tentare un ritorno alla normalità civile. Così fu nominato commissario Massimo D' Antona, ex sottosegretario ai Trasporti nel governo Dini, che due anni più tardi sarebbe stato assassinato dalle Brigate rosse.
Giusto il tempo di ambientarsi, e D' Antona lasciò il posto a Luciano Mancini, ex segretario del settore trasporti della Cgil. Il commissariamento era finito e la situazione era ormai normalizzata. Infatti si tornò ai vecchi sistemi. Mancini venne messo a capo di un consiglio di amministrazione lottizzato fino al midollo. Ne faceva parte anche D' Antona (in quota diessina) che però si dimise, fulmineamente, nel giugno del 1998. Disse che aveva troppi impegni. In realtà voleva prendere le distanze da una gestione con molte ombre.
Sergio Rizzo

Nota dell'autore del sito:
mettere in risalto l'operato di Reagan ed ironizzare sull'operato di Pertini mi sembra fuori luogo..Il presidente americano doveva fronteggiare uno sciopero dei controllori civili anticostituzionale perchè gli operatori del traffico aereo erano e sono impiegati federali ai quali una specifica clausula federale impediva il diritto di sciopero .Oltretutto Reagan aveva a disposizione controllori militari che hanno potuto ,anche se con estrema difficoltà ,prendere il posto dei controllori civili licenziati in tronco. In Italia poichè tutto il controllo era in mano dei militari un licenziamento in tronco dei "rivoltosi" avrebbe di fatto cancellato l'Italia dal resto del mondo isolandola dal trasporto aereo per mesi o anni.E questo Pertini lo comprese immediatamente resistendo alle pressioni dei vertici militari.Un plauso,grande ed incondizionato va all'Aeronautica Militare Italiana che ha saputo in un solo anno preparare e rimpiazzare con grande professionalità i controllori transitati nel ruolo AAAVTAG.
LE TAPPE
SANDRO PERTINI , 1979 capo di Stato
E' il presidente che smilitarizzò i controllori di volo. Il 19 ottobre 1979, 900 fra sergenti, marescialli e ufficiali incaricati di controllare il traffico civile si ammutinarono, mandando in tilt gli aeroporti. Sandro Pertini li convocò, promettendo loro (come avvenne 5 giorni dopo) la smilitarizzazione e l' impunità
PUBLIO FIORI, 1994 ministro dei Trasporti
Nel 1994 il ministro dei Trasporti del primo governo guidato da Silvio Berlusconi, Publio Fiori, pensando che l' Anav (come allora si chiamava) avesse tirato troppo la corda con rivendicazioni sindacali, cacciò via il presidente Piero Tana, un socialista che da 10 anni occupava quella poltrona, e richiamò a controllare il traffico aereo i militari
STELIO NARDINI, 1995 generale Aeronautica
Dopo il commissariamento deciso da Publio Fiori, al vertice fu collocato il comandante dell' Aeronautica Stelio Nardini. Il generale durò meno di sette mesi: coinvolto nell' inchiesta sulla strage di Ustica, si dimise all' inizio del 1995. Fu sostituito da un altro generale dell' Aeronautica, Michele Sicoli
MASSIMO D' ANTONA, 1997 commissario Enav
Il governo di centrosinistra di Romano Prodi decise per un ritorno alla gestione affidata ai civili. Così fu nominato commissario Massimo D' Antona, ex sottosegretario ai Trasporti del governo Dini, che due anni più tardi sarebbe stato assassinato dalle Br: rimase in carica pochi mesi, lasciando il posto al sindacalista Luciano Mancini

Rizzo Sergio




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