Smilitarizzazione del controllo del traffico aereo civile.

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l'anno decisivo: 1979

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Per circa due anni si parla poco dei problemi del controllo del traffico aereo e delle ipotesi di smilitarizzazione.
Nel gennaio 1979 a puntate e su sette colonne il generale Antonio Mura, ospite del "Il Giornale", elogia l’Aeronautica Militare . " Un'approfondita inchiesta  sulla situazione delle Forze Armate italiane" L'Aeronautica militare : piccola ma efficiente.
Il Gen.Mura diventerà poi il primo Commissario della neonata Azienza .

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controllori di volo:se si fermano loro il mondo precipita
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aeronautica militare articolo di giornale del Generale Mura Antonio



Il Generale di S.A. Antonio Mura (MBVM), nato a Cagliari il 2 Ottobre 1920.

Entra in servizio nella Regia Aeronautica al termine del corso Urano nel 1943, e viene assegnato alla 274a Squadriglia bombardieri a grande raggio a Guidonia, dove vola con i P.108. Dopo l'8 Settembre 1943 si presenta a Roma, e presta servizio come navigatore nel 28° Gruppo (le "Streghe") dello Stormo Baltimore, prima agli ordini di Buscaglia e poi di Paolo Moci. Nel dopoguerra comanda il 28° Gruppo della 3a Aerobrigata a Verona (ancora i 4 gatti!) e successivamente la 5a Aerobrigata a Rimini. Dal 1972 al 1975 è comandante della Accademia Aeronautica, e poi comandante della 1a Regione Aerea a Milano dal 1976 al 1980, con il grado di Generale di Squadra Aerea. Decorato con MBVM per il servizio prestato nell'ICAF. E' morto a Roma nel settembre del 1990.



generale antonio mura corriere della sera 29 maggio 1979

Solamente nell’aprile 1979 la protesta esplode clamorosamente

controllori traffico aereo  giornale il giorno si dimettono 3 su 5 1979

Nel luglio del 1979 il Governo,presieduto da Giulio Andreotti,Ministro della Difesa Attilio Ruffini,Ministro dei Trasporti Luigi Preti,istituì una commissione interministeriale per lo studio dei problemi riguardanti l'ITAV (Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo, organismo prettamente militare affidato all'Aeronautica Militare) nel tentativo forse tardivo di mettere pace nella spinosa questione delle dimissioni dei controllori del traffico aereo . Quelli che seguono sono i documenti originali gentilmente messi a disposizione da Luigi Iodice,già controllore del traffico aereo ed in seguito alto dirigente dell'ENAV che ringrazio.

Nel luglio del 1979 il Governo,presieduto da Giulio Andreotti,Ministro della Difesa Attilio Ruffini,Ministro dei Trasporti Luigi Preti,istituì una commissione interministeriale per lo studio dei problemi riguardanti l'ITAV (Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo, organismo prettamente militare affidato all'Aeronautica Militare) nel tentativo forse tardivo di mettere pace nella spinosa questione delle dimissioni dei controllori del traffico aereo . Quelli che seguono sono i documenti originali gentilmente messi a disposizione da Luigi Iodice,già controllore del traffico aereo ed in seguito alto dirigente dell'ENAV che ringrazio.
Nel luglio del 1979 il Governo,presieduto da Giulio Andreotti,Ministro della Difesa Attilio Ruffini,Ministro dei Trasporti Luigi Preti,istituì una commissione interministeriale per lo studio dei problemi riguardanti l'ITAV (Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo, organismo prettamente militare affidato all'Aeronautica Militare) nel tentativo forse tardivo di mettere pace nella spinosa questione delle dimissioni dei controllori del traffico aereo . Quelli che seguono sono i documenti originali gentilmente messi a disposizione da Luigi Iodice,già controllore del traffico aereo ed in seguito alto dirigente dell'ENAV che ringrazio.
Nel luglio del 1979 il Governo,presieduto da Giulio Andreotti,Ministro della Difesa Attilio Ruffini,Ministro dei Trasporti Luigi Preti,istituì una commissione interministeriale per lo studio dei problemi riguardanti l'ITAV (Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo, organismo prettamente militare affidato all'Aeronautica Militare) nel tentativo forse tardivo di mettere pace nella spinosa questione delle dimissioni dei controllori del traffico aereo . Quelli che seguono sono i documenti originali gentilmente messi a disposizione da Luigi Iodice,già controllore del traffico aereo ed in seguito alto dirigente dell'ENAV che ringrazio.
Nel luglio del 1979 il Governo,presieduto da Giulio Andreotti,Ministro della Difesa Attilio Ruffini,Ministro dei Trasporti Luigi Preti,istituì una commissione interministeriale per lo studio dei problemi riguardanti l'ITAV (Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo, organismo prettamente militare affidato all'Aeronautica Militare) nel tentativo forse tardivo di mettere pace nella spinosa questione delle dimissioni dei controllori del traffico aereo . Quelli che seguono sono i documenti originali gentilmente messi a disposizione da Luigi Iodice,già controllore del traffico aereo ed in seguito alto dirigente dell'ENAV che ringrazio.
Nel luglio del 1979 il Governo,presieduto da Giulio Andreotti,Ministro della Difesa Attilio Ruffini,Ministro dei Trasporti Luigi Preti,istituì una commissione interministeriale per lo studio dei problemi riguardanti l'ITAV (Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo, organismo prettamente militare affidato all'Aeronautica Militare) nel tentativo forse tardivo di mettere pace nella spinosa questione delle dimissioni dei controllori del traffico aereo . Quelli che seguono sono i documenti originali gentilmente messi a disposizione da Luigi Iodice,già controllore del traffico aereo ed in seguito alto dirigente dell'ENAV che ringrazio.
Nel luglio del 1979 il Governo,presieduto da Giulio Andreotti,Ministro della Difesa Attilio Ruffini,Ministro dei Trasporti Luigi Preti,istituì una commissione interministeriale per lo studio dei problemi riguardanti l'ITAV (Ispettorato delle Telecomunicazioni e Assistenza al Volo, organismo prettamente militare affidato all'Aeronautica Militare) nel tentativo forse tardivo di mettere pace nella spinosa questione delle dimissioni dei controllori del traffico aereo . Quelli che seguono sono i documenti originali gentilmente messi a disposizione da Luigi Iodice,già controllore del traffico aereo ed in seguito alto dirigente dell'ENAV che ringrazio.
i controllori del cielo fanno lo sciopero bianco,18 corrire della sera 18 giugno 1979  giugno 1979

Tutto sommato le richieste dei controllori ,nei riguardi dell’aeronautica militare, potevano benissimo essere soddisfatte con un minimo di buona volontà politica.
Si richiedevano nuove tecnologie, stipendi adeguati al rischio professionale e soprattutto l’istituzione di un ruolo dei controllori del traffico aereo.
Gli ufficiali e sottufficiali impiegati nelle mansioni di controllo erano infatti inquadrati ognuno nel proprio ruolo di origine: c’erano ufficiali del Genio Aeronautico, Amministrativi, di Governo, ed ognuno seguiva la propria carriera amministrativa di origine Per esempio un ufficiale del Genio Aeronautico era promosso al
grado superiore normalmente prima di un ufficiale del ruolo amministrativo.
Si chiedeva in sostanza solamente di raggruppare questi uomini in un'unica categoria.
Richieste fattibilissime che avrebbero salvato l’Aeronautica da una emorragia dalla quale si sarebbe risollevata con molta fatica e parecchi anni di difficile lavoro.
Le condizioni logistiche e di lavoro
Negli anni '70 la vita dei controllori adibiti al controllo negli aeroporti militari non era certamente paragonabile all'attuale. La maggior parte delle torri di controllo erano vecchi tralicci NATO senza servizi igienici e senza alcun tipo di condizionamento del clima. In parole povere i propri bisognini si facevano direttamente dalla terrazza della torre stando attenti alle auto parcheggiate sotto od a qualche collega che saliva .Per i bisogni più grossi cercherò di evitare particolari ma pensate ad un povero controllore rimasto temporaneamente solo, con gli aerei in rientro ed un bisogno pressante.....Il condizionatore era appannaggio di pochissimi fortunati: in inverno ci si scaldava con una stufetta elettrica, in estate ci si spogliava rimanendo letteralmente in mutande. Ho visto personalmente dei colleghi inondarsi d'acqua all'aperto per non svenire dal caldo.
Il mio primo anno da controllore, nel lontano 1971, l' ho trascorso nella torre di Udine-Campoformido. In inverno accendevo le apparecchiature, ne taravo la soglia, entravo in torre ed accendevo l'unica stufetta elettrica. Era naturalmente vietatissimo lasciare la stufa elettrica accesa durante la notte per paura di incendio da cortocircuito. 
 Il freddo era micidiale ed occorrevano ore per portare l'ambiente a temperature appena passabili. Per un minimo di benessere mi sedevo letteralmente sulla stufetta anzichè sulla sedia.....L'estate se possibile era ancora peggiore. La torre era naturalmente tutta di vetri e metallo, senza finestre apribili, solo una porta d'accesso. 
 Solamente i miei vent'anni mi aiutavano a sopravvivere. I microfoni, i telefoni, le sedie ecc. venivano sostituiti solamente se irrimediabilmente rotti, se funzionavano male erano considerati  efficienti. Io i microfoni ed i telefoni che male funzionavano li sbattevo a terra per portarli in quello stato dal maresciallo al magazzino MSA.e farmeli finalmente  cambiare.
E' in questo clima un pò goliardico ed un pò bohemien che maturò una certa insoddisfazione tra il personale addetto al controllo del traffico aereo. Eravamo considerati dai vertici militari una razza a parte, forse per la generale propensione ad evitare servizi armati dopo giorni di dura fatica in frequenza....Eppure i servizi c'erano eccome:
Ufficiale di settimana (a Venezia) ,Ufficiale di picchetto (ovunque,anche a Ciampino mentre frequentavo un corso di specializzazione), comandante di plotone a funerali, ricorrenze, alzabandiere, picchetti di rappresentanza. Tutto questo naturalmente oltre il normale orario di lavoro in torre.
Il più simpatico articolo apparso nel 1979 è certamente questo:

il mondo precipita simpatico articolo giornalistico Oggi, luglio 1979

La smilitarizzazione era certamente un argomento del quale si discuteva, ma sembrava talmente lontano nel tempo e forse utopistico da parlarne quasi con pudore.
Era forte l’attaccamento all’Aeronautica Militare , il senso della disciplina e delle gerarchie. Questo sicuramente tra gli ufficiali, mentre tra i sottufficiali erano anni che
 movimenti più o meno "democratici" spingevano alla protesta clamorosa, alle marce politiche. ai militari in corteo in divisa, con il volto travisato ed il il pugno chiuso.
A Venezia, nei primi anni '70 era molto attivo un gruppo di colleghi sottufficiali ed un giovane capitano destinato poi ad entrare nel consiglio d'amministrazione dell'ENAV.
E’ innegabile che la spinta alla smilitarizzazione sia partita dal coordinamento democratico dei sottufficiali , ma è certamente altrettanto vero che la protesta clamorosa del 19 ottobre 1979 sarebbe fallita senza l’apporto decisivo dei tanti giovani ufficiali.
Si è saputo anni dopo che prigioni e tribunali militari erano già pronti contro i rivoltosi, ma la presenza massiccia di ufficiali e il decisivo intervento del Presidente Pertini consigliarono prudenza.
Per tutto il mese di ottobre i giornali riportano notizie .Si può dire che fosse l’argomento principale di ogni rivista e giornale. C’era qualcosa nell’aria, la protesta montava e l’atteggiamento dei politici non aiutava certamente la distensione. L’aeronautica respingeva ogni legittima richiesta, i ministri interessati mostravano i muscoli, nessuno si aspettava ciò che sarebbe accaduto.
Noi, i controllori, ci incontravamo dove e come potevamo. Ricordo che eravamo militari, sottoposti ad una rigida legge militare. Gli incontri con i colleghi di altri aeroporti avvenivano di solito nei luoghi più impensati: nelle sacrestie delle chiese, in anonimi studi tecnici, in case private, nelle osterie di paese. Ci sentivamo, e forse lo eravamo,dei veri carbonari.
Certo la posta in gioco era alta: da un lato la tua vita futura nell’Arma, il tuo lavoro e forse la famiglia, dall’altra la voglia di dimostrare la nostra compattezza ed i nostri comuni interessi per il controllo del traffico aereo, interessi più che altro rivolti all’ammodernamento tecnologico, al riconoscimento giuridico della professione e solo in minima parte  ad una giusta paga per i rischi professionali. C’era naturalmente un appoggio politico ed anche legale. Sommerso ed innominabile come tutto ciò che il regolamento militare vietava. La Politica aveva presto compreso come entrare nel mondo del controllo aereo sarebbe stato un enorme affare.
I centri di controllo regionali erano i più attivi sul piano dell’organizzazione, degli incontri clandestini . Chi invece come me lavorava presso un aeroporto militare doveva necessariamente essere più cauto e circospetto per non rischiare il carcere militare. Settembre 1979 fu un mese di esaltazione, di grandi sconforti, di paure e di giovanili incoscienze.

Sul "Corriere della Sera " del 9 luglio 1979 ede il giorno seguente su " Repubblica" ,apparve per la prima volta il termine,fino allora ignoto, di " UOMINI-RADAR".Ho effettuato alcune ricerche,ho contattato i giornalisti Lonardi di Repubblica,Ferruccio De Bortoli e Nascimbeni del Corriere della Sera ma tutti hanno negato la paternità del nuovo termine. La caccia continua per scoprire chi per primo coniò il termine "uomini-radar".

uomini-radar,dimissioni appese ad un filo articolo giornale 1979
uomini radar bloccati gli aerei 1979

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