Smilitarizzazione del controllo del traffico aereo civile.

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21-25 ottobre 1979

articoli giornalistici

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La smilitarizzazione del controllo aereo. Articoli giornalistici dal 21 al 24 ottobre 1979

La Stampa,21 ottobre 1979

I voli sono tornati regolari solo nella tarda mattinata di ieri

Gli uomini-radar pronti a un nuovo blocco so il governo martedì non li accontenterà
Un rappresentante dei controllori: "È soltanto una tregua, aspettiamo la riunione del Consiglio dei ministri" - Aspre critiche dei sindacati ai ministri Preti e Ruffini ROMA -
Si vola regolarmente dalla tarda mattinata di Ieri nello spazio aereo italiano dopo il decisivo intervento del Presidente della Repubblica per lo sblocco della vertenza degli uomini-radar, ma non si escludono Improvvise complicazioni a metà della prossima settimana come reazione alle decisioni, eventualmente non soddisfacenti, che 11 Consiglio dei ministri prenderà nella sua riunione di martedì. I controllori di volo continuano ad essere sul piede di guerra.
I sindacati - per gran parte esclusi dall'ultima svolta, clamorosa, della vicenda - assumono una linea di estrema durezza che, partendo dal fatto contingente degli uomini-radar, punta ad uno sciopero generale di tutte le categorie dei trasporti (autoferrotranvieri, ferrovieri, marittimi, portuali, gente dell'aria ecc.) contro 11 permanente caos dell'intero settore e il continuo rinvio di riforme organiche. Si tratta di una tregua -ci ha dichiarato un rappresentante dei controllori di volo - più che di una pace. Nessuno di noi ha ritirato le dimissioni, pur riprendendo il servizio. Aspettiamo il governo alla prova di martedì: se non dovesse approvare i provvedimenti sulla base dei punti fissati al Quirinale, ciò che è avvenuto venerdì con il blackout di otto ore sarà niente.

Il cielo italiano diventerà "rosso" ad oltranza: Il rappresentante degli uomini-radar aggiunge: "Giada molto tempo si poteva giungere ad una conclusione positiva della vertenza. Con il ministro della Funzione pubblica Giannini l'avevamo praticamente concordata da alcune settimana, quando gli è stato fatto presente che la questione non era di sua competenza. Le responsabilità del danno enorme provocato dalla paralisi aerea non sono certo le nostre". E, con una battuta polemica, osserva: "Le compagnie aeree, italiane e straniere, dovrebbero reclamare il risarcimento dei danni ai ministri Preti e Ruffini".

Un incontro urgente con il presidente del Consiglio è stato chiesto dalla segreteria della Federazione Cgll, Clsl, Uil. In un telegramma a Cossiga 1 segretari generali Lama, Camiti e Benvenuto sottolineano la necessità di esaminare "i contenuti del preannunciato decreto-legge di smilitarizzazione dei controllori di volo e gli atti relativi alla riforma del servizio". La segreteria valuterà gli ulteriori sviluppi della vertenza subito dopo la riunione del Consiglio del ministri. I controllori di volo si aduneranno in assemblea mercoledì, pronti a riprendere le ostilità se ci dovessero essere novità negative.

L'attacco dei sindacati al governo è violento. La conclusione della vertenza dei controllori "Si inquadra - rileva il segretario confederale della Uil Larizza - in una situazione di indifferenza o di incapacità governativa che da tempo denunciamo: questa situazione di non governo o di governo indifferente alle esigenze motivate e legittime dei lavoratori pone l'obbligo al movimento sindacale di predisporsi da subito a un confronto complessivo che. realisticamente, viste le premesse, non potrà non produrre una netta e profonda divaricazione da cui sarà necessario trarre tutte le conseguenze". Con riferimento all'incontro con Cossiga fissato per il 30 ottobre, Larizza sostiene che già da oggi "non è possibile sottovalutare i chiari sintomi negativi che si registrano sia negli incontri preparatori effettuati sia per la mancata realizzazione di altri non meno utili ed urgenti".
Lo sblocco della vertenza dei controllori di volo, afferma il segretario generale aggiunto della federazione trasporti della Cgll Mancini, non riguarda solo gli addetti ai lavori e comunque 'Comporta una sconfitta per tutti coloro che, con tanta ostinazione, si rifiutano di avviare una profonda riforma della struttura dello Stato e dei servizi ad essa collegata". Mancini incalza: 'La brutta figura fatta dal ministro dei Trasporti Preti e dal ministro della Difesa Ruffini davanti a milioni di persone, non solo italiane, se non avrà nei prossimi giorni delle conseguenze, è destinata a provocare ulteriore discredito alla debole compagine governativa".

La situazione del trasporto aereo si è normalizzata gradualmente. Alle 21.30 di venerdì, dopo poco più di un'ora dall'intesa di massima conclusa con l'autorevole intervento di Pertini, i primi uomini-radar giunti all'aeroporto internazionale Leonardo da Vinci di Fiumicino hanno accolto subito il pressante invito della TWA di far partire per gli Stati Uniti due aerei carichi di persone anziane che avevano risentito seriamente della lunga attesa a terra. Ci son volute, però, circa dieci ore perché la vita degli aeroporti si avviasse verso una normalità che è stata raggiunta soltanto dopo le ore 13 di ieri: cosi a Milano come a Torino, a Genova come a Napoli, Palermo e Gorizia. Si calcola che nelle otto ore di black-out siano rimasti bloccati complessivamente negli scali italiani circa diecimila passeggeri, di cui cinquemila turisti stranieri: il danno economico è valutato in molte decine di miliardi.

Gian Carlo Fossì
La Stampa,21 ottobre 1979

La Stampa 25 ottobre 1979

Scrivono a Pertini " Siamo amareggiati"

La protesta di trentanove ufficiali contro Io sciopero dei militari controllori - Dimissioni "condizionate" di sei generali? ROMA - Un telegramma di trentanove ufficiali a Pertini e le voci da buona fonte di dimissioni "condizionate" di sei altissimi ufficiali dell'Aeronautica sono il segno evidente che il malessere nelle Forze Armate, dopo le drammatiche vicende della scorsa settimana per la vertenza dei controllori del volo, non è ancora stato assorbito. Oli ufficiali che hanno scritto al Capo dello Stato appartengono al comando operativo della Prima regione aerea di Montevenda. Nel telegramma, inviato ieri a Pertini. essi affermano che. "pur riconoscendo che l'intervento del comandante supremo delle Forze Armate (questa è la veste costituzionale indossata da Pertini per risolvere il caso degli "uomini radar": ndr) è stato risolutore nello sbloccare l'annosa questione del controllo del traffico aereo, più volte del resto sottolineata dalle gerarchie militari, ci è impossibile tacere e non rappresentare al nostro comandante e Capo dello Stato l'estremo disagio ed amarezza che lo sciopero dei militari controllori ha provocato tra gli ufficiali del comando operativo della Prima regione aerea*. Nel telegramma v'è un inciso molto significativo per comprendere le motivazioni di questo inusitato passo dei trentanove militari. A proposito dello "sciopero del militari controllori" essi specificano: *E lo chiamano così anche se mimetizzazioni burocratiche e giochi di equilibrio verbali lo hanno presentato come semplici dimissioni di tecnici specializzati*. E' chiaro, dunque, che per gli ufficiali il principio stesso dello sciopero di un militare, e dunque di un'insubordinazione, è inaccettabile. E' lo stesso sentimento che devono provare i sei ufficiali superiori dell'Aeronautica, che. secondo notizie di buona fonte, hanno fatto pervenire al loro Capo di Stato Maggiore la richiesta di essere esonerati dai rispettivi incarichi. Sono 1 generali comandanti i cinque reparti dello Stato Maggiore dell'Aeronautica e il generale capo dell'Ufficio di Pianificazione Finanziarla della stessa arma. La richiesta di esonero sarebbe stata anticipata allo stesso Cossiga, domenica a Roma. La notizia ha ricevuto smentita ufficiale ieri sera In *ambienti responsabili* dell'Aeronautica, citati dall'agenzia Ansa, ed è stata definita 'assolutamente priva di fondamento*. Ma le nostre fonti insistono che la richiesta di esonero c'è stata e che essa è stata soltanto congelata sulla base di due precise condizioni: che i controllori, finché avranno le stellette, non minaccino nuovamente uno sciopero; e che i provvedimenti legislativi approvati ieri dal governo non subiscano modificazione alcuna. Anzi, le stesse fonti affermano che la dura presa di posizione dei sei alti ufficiali avrebbe trovato espliciti consensi e sostegni, nella riunione di domenica, da parte non soltanto di altri comandanti dell'Aeronautica (In particolare i comandanti della Regione aerea di Milano e di Roma), ma anche di alti gradi di altre armi, in particolare il Capo di Stato Maggiore della Marina ammiraglio Troisi e il sottocapo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Poli.
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(25.10.1979) LaStampa - numero 243


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