Smilitarizzazione del controllo del traffico aereo civile.

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20 ottobre 1979

articoli giornalistici

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Tutti i seguenti articoli giornalistici sono del 20 ottobre 1979,il giorno seguente la clamorosa protesta dei controllori del traffico aereo.



Un articolo dell'Unità,20 ottobre 1979.

la stampa 20 ottobre 1979

Il Paese paga i ritardi

Le dimissioni del personale militare addetto ai controlli di volo (gli uomini-radar, come si dice con un termine sintetico) non sono giunte inattese e per i modi come sono state presentate possono lasciare parecchi dubbi e suscitare un bel groviglio di vertenze giuridiche e sindacali.

Anche se, grazie all'intervento di Pertini, che. come capo delle Forze Armate, ha convocato le parti, la vertenza per ora si è sbloccata. Le richieste e le proposte di questa categoria sono state ampiamente rese note. Essa in sostanza desidera passare nel personale civile, alle dipendenze del ministero dei Trasporti. Ciò allo scopo di migliorare sostanzialmente la propria situazione economica. In verità le retribuzioni degli uomini-radar, ma anche quelle dei tecnici che fanno loro da supporto con la manutenzione degli impianti che essi utilizzano, sono assai modeste, trattandosi di sottufficiali e ufficiali di solito di grado non elevato.

Essi percepiscono stipendi generalmente inferiori (e anche di parecchio) a quelli degli addetti alle pulizie degli aeroporti, pur avendo compiti assai più ardui e orari assai più faticosi. Anche se i controllori dimissionari fossero stati solo una parte, il problema sarebbe stato comunque assai grosso, data l'esistenza di parecchi turni per assicurare un controllo continuativo degli aeroporti e data l'interconnessione tra un aeroporto e l'altro.
Come per altri servizi pubblici, una percentuale non grande del personale addetto è in grado, con il suo comportamento, di bloccare l'intera rete. Ripeto che tutto questo concatenamento di fatti e conseguenze era perfettamente prevedibile. Aggiungo che chi legge i miei articoli sa che non approvo il concetto per cui gli addetti ai pubblici servizi essenziali, approfittando di una posizione nevralgica loro affidata, esercitino simili ricatti sullo Stato e sul cittadini.
Dico però che il governo, ignorando o fingendo di ignorare il punto a cui si sarebbe pervenuti, è ora responsabile di non avere provveduto in tempo. Adesso bisognerà che il ritardo e le imprevidenze siano recuperati bruciando i tempi. Che cosa fare? In linea di principio si potrebbe anche ammettere che gli uomini-radar rimangano militari, ricevendo indennità aggiuntive,' in quanto distaccati agli aeroporti con compiti civili.
Ma, data la piega assunta dalla situazione, appare molto difficile adesso suggerire questa soluzione, anche perché bisognerebbe esaminare in che modo potrebbe essere inquadrata nell'ambito delle retribuzioni per i militari, senza' scardinarle. Non resta dunque che imboccare la strada di un corpo autonomo, regolato però da. norme che lo assimilino a una polizia, incaricata di compiti di sicurezza nazionale, quindi soggetto a regole disciplinari rigorose. Per quanto riguarda l'organizzazione, appare evidente che una simile formulazione richiede la costituzione di un corpo speciale. Esso dovrebbe dipendere dalla direzione generale dell'Aviazione civile, inquadrandosi nell'organizzazione di tutti i servizi aerei. A questo punto i problemi si complicano.

Mi sembra che il governo dovrebbe garantire agli uomini-radar alcuni punti essenziali, che del resto - a quanto mi consta - sono già stati stesi in documenti riservati. E dovrebbe anche promettere di giungere in tempi brevi - diciamo sei mesi - a una soluzione definitiva da sottoporre, beninteso, al Parlamento per l'apposita legislazione.

Francesco Forte
Pagina 1
(20.10.1979) La Stampa - numero 239

Pesanti accuse dei sindacati a Preti

ROMA - Un intervento eccezionale del Capo dello Stato, che non ha precedenti nella storia della nostra Repubblica, ha consentito la soluzione In poche, intense ore della vertenza dei controllori di volo, che ha provocato ieri la totale paralisi del traffico aereo dalle prime ore del pomeriggio.

Nella notte i controllori di volo sono tornati negli aeroporti per riprendere il lavoro. Oggi si dovrebbe volare

Nella sua qualità di capo delle forze armate. Pertini -ha ricevuto al Quirinale - informa un comunicato ufficiale della presidenza della Repubblica - alcuni rappresentanti dei gruppi di lavoro per la riforma del traffico aereo. Il comunicato aggiunge: -Il Presidente ha dato assicurazioni di un suo interessamento. Successivamente sono stati ricevuti il presidente del Consiglio Cossiga, il ministro della Difesa Ruffini, il ministro dei Trasporti Preti, il capo di stato maggiore dell'aeronautica gen. Mettimano e il generale Bartolucci ispettore delle telecomunicazioni e assistenza al volo, i quali hanno concordato con il Presidente della Repubblica le soluzioni ritenute idonee".

Il risultato degli incontri al Quirinale (Pertini aveva richiamato nei giorni scorsi l'attenzione del governo sulla gravità della vertenza e sulle sue pericolose conseguenze) è stato reso noto da Cossiga ai segretari generali della Federazione Cgil - Cisl - UH Lama e Benvenuto (Camiti, bloccato in Piemonte proprio dalle dimissioni dei controllori di volo è stato sostituito da Marini) in una lunga riunione cominciata a Palazzo Chigi alle 20. In particolare sono stati approfonditi gli aspetti tecnici e formali del provvedimento per la smilitarizzazione dei controllori di volo che sarà sottoposto al Consiglio dei ministri nella riunione di martedì.

Le "soluzioni concordate" riguardano:
1) La smilitarizzazione in tempi brevi;

2) La costituzione di un organismo provvisorio presso il ministero dei Trasporti che amministri il nuovo status civile del ruolo dei controllori e degli assistenti:

3) La sistemazione definitiva del personale in un secondo tempo, nel quadro di una organica ed efficace riforma della direzione generale dell'aviazione civile e del registro aeronautico italiano .

Nell'incontro di Palazzo Chigi, al quale era presente anche una delegazione ristretta dei controllori, è stata esaminata l'intesa definitiva che è stata poi presentata alla ratifica delle assemblee dei controllori in corso a Roma e nelle varie sedi periferiche. Al termine della riunione, il coordinamento dei controllori di volo ha diffuso un comunicato nel quale "si prende atto positivamente della eccezionale intervento e delle precise garanzie date dal presidente della Repubblica Pertini che verranno accolte le richieste della categoria-. Il coordinamento ha quindi deciso il ritorno dei controllori -alle posizioni operative- ed ha sottolineato che -le dimissioni non vengono ritirate ed è quindi solo sospesa l'azione che verrà riattivata in caso di mancata realizzazione degli impegni presi dal governo-.

Nella notte l'attività aerea è ripresa a Fiumicino: alle 23.15. è partito il primo aereo, per Sidney. Prima del colloquio con Cossiga. Lama non è sembrato molto informato sui sorprendenti sviluppi della vicenda. -Andiamo dal presidente Cossiga - ha detto ai giornalisti - per cercare di trovare una soluzione ad una questione preoccupante e aperta da cosi lungo tempo. E' necessaria una svolta risolutiva-. Con quale strumento legislativo, un disegno di legge o un decreto-legge? Lama ha replicato: -Non siamo in grado di dare precisazioni, ma è già chiaro che occorre uno strumento che consenta di risolvere la questione in tempi brevi-.
Si è appreso più tardi che, secondo l'ipotesi di accordo definita al Quirinale, si dovrebbe procedere con un decreto-legge alla smilitarizzazione immediata del 50% del totale dei controllori e con un disegno di legge della rimanente metà. Il governo, cioè, varerà martedì due distinti provvedimenti: un decreto legge con il quale verrà decisa la immediata smilitarizzazione di tutti i controllori addetti ai centri di controllo regionali e alle torri di controllo degli aeroporti a traffico civile, e un disegno di legge di delega che stabilirà la smilitarizzazione degli altri controllori, cioè di quelli del servizio negli aeroporti a traffico misto o esclusivamente militare.

Il disegno di legge dovrà essere approvato dal Parlamento entro trenta giorni. Anche per il diritto di sciopero, c'è un impegno personale di Pertini : esso sarà disciplinato soltanto sulla base di un esplicito accordo .
Gian Carlo Fossi (Continua a pagina 2 In prima colonna)
Pagina 1
(20.10.1979) La Stampa - numero 239


Il Giornale,20 ottobre 1979

Il Giornale, di Federico Orlando, 20 ottobre 1979

Il Corriere,20 ottobre 1979 di Ferruccio de Bortoli

Corriere della Sera,20 ottobre 1979

Corriere della Sera 20 ottobre 1979

L'Unità 20 ottobre 1979

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